Manuale pratico di Clinical risk management
(Il rischio invisibile)

Prefazione
Da diversi anni anche in Italia la Sanità sta registrando un crescente bisogno di sicurezza. Assumono particolare rilevanza in questo fenomeno il fatto che i pazienti siano diventati più esigenti, abbiano maturato una maggiore consapevolezza dei diritti acquisiti, con un ruolo ormai paritetico nel rapporto con l’operatore assistenziale e il fatto che la sanità fornisca oggi prestazioni sempre più tecnologicamente avanzate, sofisticate, complesse, rischiose.
La responsabilità professionale del singolo operatore nei confronti del paziente è diventata molto spesso responsabilità dell’équipe coinvolgendo talora l’istituzione sanitaria nel suo complesso, ivi compresa la direzione aziendale se non inqualche caso anche l’istituzione regionale, allorché si evidenzino carenze strutturali e/0 organizzative e/o dotazionali quali fattori di rischio.
In sostanza il complesso intreccio di vari fattori porta le strutture sanitarie a ricercare un sistema di obiettivi, strumenti, funzioni e strategie per migliorare la qualità dell’assistenza e la sua appropriatezza intesa sia come sicurezza di utenti ed operatori, sia come pratica basata sulle evidenze scientifiche attraverso lo sviluppo di attività di formazione continua, di valutazioni delle performance e di responsabilizzazione degli operatori. Tutto ciò inquadrato nell’ottica di quella Clinical Governance, che rappresenta il core del nuovo servizio sanitario inglese, descritta come un sistema attraverso il quale le organizzazioni sanitarie si rendono responsabili del miglioramento continuo della qualità dei servizi e della salvaguardia degli alti standard di assistenza, creando un contesto nel quale far fiorire l’eccellenza. Tra gli strumenti innovativi gestionali propri del governo clinico si va affermando sempre più la metodologia del Clinical Risk Management o Gestione delRischio Clinico. In sostanza, la gestione del rischio clinico è una metodologia che, sotto la guida di un approccio sistemico e concettuale del rischio, aiuta ad esaminare i fattori che influenzano la pratica clinica in ogni suo stadio fornendo indicazioni
per appropriati interventi e piani di riduzione degli errori con miglioramento complessivo della sicurezza e della qualità assistenziale. In Italia l’esperienza della gestione del rischio clinico è partita solo da pochi anni e come iniziativa di alcune Regioni o Aziende. Qualche cosa si è fatto per la promozione del Clinical Risk Management (anche se poca cosa rispetto alle iniziative ed ai grandissimi risultati di altri paesi, quali ad esempio il Regno Unito).
Numerose si presentano anche le pubblicazioni scientifiche su esperienze prodotte e vari volumi per lo più descrittivi sull’argomento. Il libro scritto da Pasquale Di Guida si differenzia da tutti gli altri per spunti di grande originalità e soprattutto per essere un manuale pratico d’uso dello strumento. Poche chiacchiere e puntando direttamente all’obiettivo che è quello di aiutare e confortare l’operatore sanitario nella pratica clinica quotidiana ed i professionisti che si dedicano specificamente ed esclusivamente al lavoro della prevenzione del rischio clinico. I destinatari del libro afferiscono quindi a varie professionalità, non solo medici ed infermieri quindi, ma anche psicologi, sociologi, esperti di comunicazione, formatori, bioeticisti, ingegneri biomedici, responsabili della sicurezza, economisti, assicuratori e tanti altri. Il Clinical Risk Management deve rappresentare necessariamente un approccio multidisciplicare al problema dell’errore medico; appare naturale che, in ambito ospedaliero, a coordinare l’intero sistema sia un direttore sanitario - come l’autore del libro - ad evitare che l’affidamento ad uno degli attori del sistema (ad esempio un medico legale, un bioingegnere, un esperto della sicurezza) possa far prevalere una delle tante aree di interesse del Rischio Clinico. E, a ulteriore merito dell’autore del volume, va proprio l’aver approfondito tutte le tematiche in maniera equivalente ed imparziale.
Invito ai Colleghi - I NOSTRI MAESTRI -
Nel nostro sito c'è un link dedicato ai nostri maestri. Noi tutti dovremmo essere loro riconoscenti per
quanto ci hanno insegnato. Spero perciò che voi tutti, sia da soli, sia insieme con altri che si sentono di
appartenere alla stessa scuola, vogliate tracciare un profilo del vostro maestro. E' anche gradita, se possibile, una
fotografia del collega che si intende ricordare.
Inviare e.mail a: Bruno Zamparelli
Modifica dello Statuto
ANMDO
Il convegno nazionale ANMDO che si è tenuto a Catania nel settembre di questo anno ha sancito alcune
modifiche dello statuto dell'Associazione.
Importante appare la modifica dell' art. 2 "Scopo" laddove recita:
2.1 La ANMDO ha finalità scientifiche e di tutela legale e sindacale
2.2 La finalità di tutela legale e sindacale è quella di rappresentare i medici dell'area
igienico-organizzativa e di management sanitario, di prevenzione e dei servizi territoriali, delle aziende sanitarie
pubbliche e private, e di tutelare il loro ruolo.
In pratica con la modifica apportata l'ANMDO si apre a tutto l'universo degli igienisti sia operanti in strutture
pubbliche sia in strutture private!
L'attività sindacale svolta a favore dei medici igienisti operanti nelle strutture pubbliche viene delegata al
nuovo soggetto sindacale "ANPO-ASCOTI-Fials Medici" cui l'ANMDO aderisce.
L'Art, 4 "soci" espone un dettagliato elenco dei colleghi che possono aderire all'Associazione che si apre
così, sempre nell'ambito della disciplina di igiene o disciplina equipollente, anche a colleghi non
strutturati ma che frequentino assiduamente e con atti documentati strutture igienistiche, ai professori e
ricercatori universitari di Igiene, agli specialisti in Igiene non strutturati che svolgono attivitè libero
professionale in campo igienistico, ai medici specializzandi in igiene che possono però iscriversi
esclusivamente alla sezione scientifica dell'Associazione.
N.B. Puoi trovare il nuovo statuto sul link della Home page alla voce "statuto"; viene lasciato
anche il vecchio statuto per chi volesse fare un riscontro delle modifiche apportate.